Pazzi per la Scuola – 19/01

Da uno studio sui rischi di salute legati alla professione svolta è risultato che gli insegnanti risultano essere la categoria più a rischio per patologia psichiatrica.

A differenza delle altre categorie, la prevalenza del disagio mentale tra i docenti è in costante aumento. La severità della prognosi ha indotto i Collegi Medici a sancire l’inabilità all’insegnamento nel 90% dei casi (27% in via temporanea e 63% definitiva). A discapito dei docenti si rileva anche un rischio oncologico superiore di 1.5-2 volte rispetto ad operai e impiegati, lasciando supporre che ciò sia dovuto ad immunodepressione conseguente all’esaurimento psicofisico. Già nel lontano 1979, secondo uno studio effettuato dalla CISL assieme all’Università di Pavia, emerse il dato allarmante che il 30% degli insegnanti dell’area milanese faceva ricorso agli psicofarmaci.

Come sono evolute le cose fino ai nostri giorni? Quali le contromisure possibili?


Vittorio Lodolo D’Oria, medico ematologo, è specialista in tema di burnout, ossia di Disagio mentale professionale (Dmp) degli insegnanti. Già rappresentante Inpdap del Collegio Medico per l’Inabilità al Lavoro della Asl di Milano, ha pubblicato, tra l’altro, “Scuola di follia”, Armando Editore, 2005, e “Pazzi per la scuola. Il burnout degli insegnanti a 360º. Prevenzione e gestione in 125 casi”, Alpes Italia, 2010.

dicembre 16, 2017

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *